
di Velia Majo
Una delle vecchie e pesanti cassaforti della “Stabile Bank” situata
all’incrocio di Mulberry Street e Grand Street a Little Italy, è ancora
nell’edificio, posta alle spalle dei due sportelli per gli operatori.
Ma la cassaforte è destinata a rimanere li, nonostante l’edificio
stia per trasformarsi nel tanto atteso “Italian American Museum”.
“Questa cassaforte ha rappresentato per me una sfida” - ha
dichiarato il cardiologo Jerry Stabile, nipote del fondatore e proprietario
della Stabile Bank, ieri 24 aprile, durante la conferenza che ha visto
riuniti, all’incrocio di Mulberry e Grand Street, sostenitori, sponsor
e simpatizzanti dell’IAM.
“Quando ero bambino, cercavo di aprire la cassaforte e nonostante
fossi a conoscenza della combinazione, gli sportelli erano troppo pesanti ”-
continua Jerry Stabile ricordando che suo fratello e suo zio sono nati
nell’appartamento proprio sopra alla Banca Stabile. I tre edifici
rispettivamente al civico 189, 187 e 185 diverranno dunque quello che
Joseph V. Scelsa, presidente dell’Italian American Museum, ha definito “The
epicenter of the Italian American community”. “Noi vogliamo
la continuità tra il vecchio e il nuovo e modificheremo l’edificio
in modo che ci sia qualcosa di moderno sul tetto. Attualmente- ha affermato
Scelsa - misura 10.000 square feet che diventeranno il doppio quando il
museo sarà completato”
Alla presentazione della sede definitiva dell’IAM è intervenuta
anche l’ex first lady dello Stato di New York Matilda Raffa Cuomo,
che ha sottolineato l’importanza di rendere partecipi e di far conoscere
alle nuove generazioni il “lavoro” che gli italiani hanno
fatto in America. Presenti anche Peter Vallone, ex portavoce del Consiglio
dello Stato di New York, Ralph Trontana, President of Little Italy Merchants
Association; John Fratta, president of Giuseppe Petrosino Lodges of the
order of Sons of Italy in America e Marie Passanante Der, chair of community
Board 2. È intervenuta anche la Grand Ufficiale Anita Garibaldi
che ha sottolineato la difficoltà che gli italiani hanno incontrato
nel venire in America ed ha ricordato l’esperienza americana di
suo nonno Giuseppe Garibaldi che, nella sua dimora di Staten Island era
solito fabbricare candele prevalentemente di colore rosso, bianco e verde.
Da quando L’Italian American Museum fu fondato sei anni fa, è ospitato
dal City University di New York (28 west 44 Street). Il museo è costato
nove milioni di dollari e la ristrutturazione si prevede che costerà all’incirca
19 milioni di dollari. Joseph V. Scelsa ha affermato che sarà pronto
per la fine del 2010.
La “Stabile Bank” che serviva gli italiani arrivati nella
grande mela tra il 1885 e il 1932 e rimase indipendente fino alla Grande
Depressione, in seguito si unì alla Banca Italiana Trust Company
fino a poi trasformarsi in un’agenzia di viaggio. Da non dimenticare
il prossimo appuntamento dell’annuale Galà dell’Italian
American Museum che avrà luogo venerdì 27 aprile da Cipriani
a Wall Street.