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Il museo italoamericano
è diventato realtà
America Oggi April 24, 2007



di Velia Majo
Una delle vecchie e pesanti cassaforti della “Stabile Bank” situata all’incrocio di Mulberry Street e Grand Street a Little Italy, è ancora nell’edificio, posta alle spalle dei due sportelli per gli operatori. Ma la cassaforte è destinata a rimanere li, nonostante l’edificio stia per trasformarsi nel tanto atteso “Italian American Museum”.
“Questa cassaforte ha rappresentato per me una sfida” - ha dichiarato il cardiologo Jerry Stabile, nipote del fondatore e proprietario della Stabile Bank, ieri 24 aprile, durante la conferenza che ha visto riuniti, all’incrocio di Mulberry e Grand Street, sostenitori, sponsor e simpatizzanti dell’IAM.
“Quando ero bambino, cercavo di aprire la cassaforte e nonostante fossi a conoscenza della combinazione, gli sportelli erano troppo pesanti ”- continua Jerry Stabile ricordando che suo fratello e suo zio sono nati nell’appartamento proprio sopra alla Banca Stabile. I tre edifici rispettivamente al civico 189, 187 e 185 diverranno dunque quello che Joseph V. Scelsa, presidente dell’Italian American Museum, ha definito “The epicenter of the Italian American community”. “Noi vogliamo la continuità tra il vecchio e il nuovo e modificheremo l’edificio in modo che ci sia qualcosa di moderno sul tetto. Attualmente- ha affermato Scelsa - misura 10.000 square feet che diventeranno il doppio quando il museo sarà completato”
Alla presentazione della sede definitiva dell’IAM è intervenuta anche l’ex first lady dello Stato di New York Matilda Raffa Cuomo, che ha sottolineato l’importanza di rendere partecipi e di far conoscere alle nuove generazioni il “lavoro” che gli italiani hanno fatto in America. Presenti anche Peter Vallone, ex portavoce del Consiglio dello Stato di New York, Ralph Trontana, President of Little Italy Merchants Association; John Fratta, president of Giuseppe Petrosino Lodges of the order of Sons of Italy in America e Marie Passanante Der, chair of community Board 2. È intervenuta anche la Grand Ufficiale Anita Garibaldi che ha sottolineato la difficoltà che gli italiani hanno incontrato nel venire in America ed ha ricordato l’esperienza americana di suo nonno Giuseppe Garibaldi che, nella sua dimora di Staten Island era solito fabbricare candele prevalentemente di colore rosso, bianco e verde. Da quando L’Italian American Museum fu fondato sei anni fa, è ospitato dal City University di New York (28 west 44 Street). Il museo è costato nove milioni di dollari e la ristrutturazione si prevede che costerà all’incirca 19 milioni di dollari. Joseph V. Scelsa ha affermato che sarà pronto per la fine del 2010.
La “Stabile Bank” che serviva gli italiani arrivati nella grande mela tra il 1885 e il 1932 e rimase indipendente fino alla Grande Depressione, in seguito si unì alla Banca Italiana Trust Company fino a poi trasformarsi in un’agenzia di viaggio. Da non dimenticare il prossimo appuntamento dell’annuale Galà dell’Italian American Museum che avrà luogo venerdì 27 aprile da Cipriani a Wall Street.



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